Il MASSAGGIO THAILANDESE 

 

La matrice teorica del  massaggio thailandese si ricollega allo shiatshu giapponese,  all'agopuntura cinese, all'ayurveda indiano, ma nel massaggio  thai cambiano in modo determinante il numero dei punti di pressione e il modo di premerli: con le dita delle mani, con i piedi, con le ginocchia, in modo dolce o in modo più marziale.Viene eseguito a terra o su lettino , senza uso di particolari oli o creme. 

Viene praticata una lenta e ritmica digitopressione sulle principali linee di scorrimento energetico (Sen), seguita da uno STIRAMENTO DOLCE  di tutta la muscolatura e della mobilizzazione soave delle giunture articolari, che il massaggiatore ottiene portando il paziente ad assumere posizioni molto simili a quelle yoga. 

Sole o abbinate a pressioni, si eseguono anche mobilizzazioni praticamente su tutte le articolazioni. Sono delle estensioni che eliminano delicatamente le rigidità, ammorbidiscono le articolazioni e ripristinano l'elasticità dei movimenti. 

Non meno importanti sono  gli stiramenti, detti anche "stretching": essi ammorbidiscono tutto il corpo, eliminano stress e tossine, riarmonizzano l'essere. Allineano gli arti nella posizione corretta per lavorare sui meridiani, stimolano il QI,  e rendono più efficace il trattamento. Le rigidità e i dolori articolari dipendono da blocchi che intralciano la circolazione del QI e del sangue, che nelle articolazioni scorre a rilento a causa dello spessore dei legamenti e dei tendini da cui sono avvolte le ossa. Per questo gli stiramenti rappresentano un aspetto particolarmente importante del massaggio thai. 

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